Esperimento Branding DIY – Chi (ben) comincia è a metà dell’opera –

Del mio problema a seguire una direzione coerente e organizzata ho già parlato qui: ora molti lo chiamano multipotenzialità, per farla sembrare una cosa figa e alla moda, io la chiamo più semplicemente disorganizzazione fisica e mentale in ogni aspetto della vita o schizofrenia a livello non (ancora) patologico. Tu chiamala come vuoi, fatto sta che io, senza scadenze impostemi da entità esterne alla mia coscienza, ho dei seri, serissimi problemi a portare a termine le cose che mi riprometto di fare. Procrastination is the new black e anche tutti gli altri colori dell’arcobaleno insomma. Ora, di post su metodi e stratagemmi per diventare produttivi e blablabla è pieno il world wide web, ma siccome nessuno di quelli che ho letto include un coloring mouse pad, Instagram e una mucca, mi sento nella posizione di aggiungere il mio contributo alla lista. [Dai, un po’ ti ho incuriosito vero?]

Soprassediamo sulle circostanze che mi hanno portato a comprare un mouse pad composto da 44 fogli staccabili da colorare. Con sentimenti oscillanti tra la desolazione di usarlo non colorato e la paura di finire per colorare le prime due pagine e abbandonarlo per sempre per via dei problemi di costanza di cui sopra, la provvidenza propone alla mia mente una terza via: colorare una pagina al mese, scrivendo negli spazi bianchi i miei obiettivi per tale mese e postando una foto del mio capolavoro d’arte moderna su Instagram.

Gli obiettivi, almeno per il momento, sono così suddivisi:

Obiettivi lavorativi [Obbligatori, sono la maggior parte]

Obiettivi personali [Non sempre presenti, ci tengo alla mia privacy io!]

Libro/i da leggere [Perché sempre più spesso mi accorgo di sacrificare la lettura, una delle mie attività preferite, con la scusa del “non ho tempo”, tempo che in realtà va a farsi friggere su Facebook o guardando Jimmy Fallon su Youtube, per dire]

Luogo da visitare [Ho la fortuna di vivere in una bellissima città di cui dopo 3 anni ancora non ho visto gemme nascoste “perché ci vuole un’ora di autobus”.]

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A fine mese, ovviamente, è obbligatoria la foto di follow-up che mostri il raggiungimento degli obiettivi tangibili.

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Il metodo ha innumerevoli vantaggi:

  1. Mi costringe a colorare una pagina al mese, obiettivo non troppo ambizioso facilmente raggiungibile con 5 minuti o meno di coloring al giorno;
  2. Mi costringe a darmi degli obiettivi concreti e tangibili per ciascun mese;
  3. Mi costringe a fare del mio meglio per rispettarli, per non perdere la faccia di fronte al popolo di Instagram (a cui probabilmente non fregherà nulla, almeno all’inizio, ma che mette comunque sufficiente pressione sulla mia fragile coscienza);
  4. I like e i commenti positivi ricevuti nel mese precedente mi danno la carica per il mese successivo (a chi non piacciono quei 15 like provenienti da persone che non siano parenti e amici?);
  5. Mi costringe a essere più efficiente nel lavoro e smettere di riempire le giornate con attività solo illusoriamente lavorative, per garantirmi il tempo di fare cose che mi piacciono e che mi permettono di riossigenare il cervello, come leggere, esplorare, colorare, ecc…;
  6. Per vedere i miei obiettivi non devo aprire l’ennesima scheda nel browser o l’ennesima app: il foglio colorato è lì accanto a me, in tutta la sua bellezza cartacea d’altri tempi.

E in tutto questo la mucca cosa c’entra?remember_the_milk_icon_by_moutzouris

Nonostante la mia buona memoria, ho bisogno anch’io di qualcosa per tenere organizzate le incombenze e scadenze quotidiane. Tra tutti i vari Evernote, Onenote, Vivaforevernote, Wunderlist, Wunderbar, Wonderwoman, agende, bullet journals e chi più ne ha più ne metta, io ho scelto di farmi aiutare da Remember The Milk, perché adoro il latte e per via della simpatica mucca assistente che mi guarda dall’angolino in alto a sinistra della pagina, con aria pensosa ma senza giudicarmi. L’app è molto valida e la grafica più simpatica e originale della media.

Morale della favola: se i metodi tradizionali per tenerti in carreggiata non funzionano, chi ha detto che non puoi inventarne uno nuovo, solo tuo? Il mio mi ha finalmente permesso a settembre di iniziare a lavorare in modo costante e organico sul mio personal branding, dopo mesi e mesi in cui dicevo a me stessa “inizio domani”. Ma ne parleremo più nel dettaglio nei prossimi post.

E tu? Hai un metodo personalizzato tutto tuo? Condivido nei commenti! 🙂

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7 thoughts on “Esperimento Branding DIY – Chi (ben) comincia è a metà dell’opera –

  1. Che bella iniziativa! Anche io sono una master procrastinator e faccio fatica a combattere con i vari Jimmy Fallon e Matthew Santoro della situazione 😀 Le app hanno smesso di funzionare da tempo, quindi per cercare di organizzarmi un po’ meglio sono andata a ripescare la mia passione di bambina per gli articoli di cancelleria e annessi e ho comprato un weekly planner/to-do list (bellissimo, blu scuro e viola con le farfalle!) e un nuovo quadernino (“My little book of plans and schemes”) dove annotare idee e pensieri. Il planner mi sta servendo moltissimo (non dimentico più di inviare fatture e scrivere email importanti!), il quadernino è arrivato solo da un paio di settimane, quindi ancora non so se avrà l’effetto desiderato. L’idea della challenge non è male, magari potresti “sfidare” tutti i social-traduttori a fare lo stesso… si sa, l’unione fa la forza!

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  2. Idea bellissima, io l’ho un pochino personalizzata: sull’agenda mi faccio l’elenco degli obiettivi del mese, scelgo un mandala che abbia abbastanza “punte” da contenerli tutti; parto colorando la parte centrale, quando porto a termine un obiettivo coloro la “punta” corrispondente. Guardando il mandala vedo immediatamente a che punto sono con i miei obiettivi. Grazie mille per l’idea.

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