Italiano Corretto attraverso lo specchio

Italiano Corretto

Se stessi scrivendo un articolo di stampo giornalistico (ahah, come se ne fossi capace), definirei Italiano Corretto come un ciclo di 6 laboratori tenutosi a Pisa il 15 e 16 aprile scorsi, nato dalla collaborazione tra STL Formazione e doppioverso e rivolto agli esperti e agli amanti della lingua italiana.

Tuttavia, come forse ormai avrete capito dai toni del mio blog, io ho la tendenza a vedere le cose con quello che chiamo il filtro “Incanto” (o forse “Follia” sarebbe più appropriato, in ogni caso prendete nota, creatori di Instagram).
Insomma, io ho percepito Italiano Corretto come una casa degli specchi, di quelle che si trovano ai lunapark di paese e riescono sempre a divertire grandi e piccini. Ecco, come in una casa degli specchi, ogni laboratorio ci ha mostrato un riflesso diverso dell’italiano: doppiato, digitale, pazzesco, lercio, forbito, indefinito, sicuramente un italiano imprevedibile che, invece di risposte, ha lasciato tanti interrogativi in sospeso. Come parleremo tra dieci, venti, trent’anni? Scriveremo qual è con l’apostrofo e un po’ con l’accento? Assisteremo a un’ulteriore evoluzione della grammatica a favore di un linguaggio che punta a essere efficace e immediato?

A guidarci in quest’avventura attraverso lo specchio è stato un dream team di donne bioniche che, con la loro organizzazione e simpatia, hanno fatto sì che il tutto si svolgesse senza intoppi, in un’atmosfera amichevole e rilassata.

Un italiano equilibrista

#EpicChicca: Anche Rocco Siffredi sostiene #petaloso
#EpicChicca: Anche Rocco Siffredi sostiene #petaloso

 

 

L’italiano in cui ci ha proiettato Vera Gheno, twitter manager dell’Accademia della Cruscaè una lingua dai contorni indefiniti, in bilico su un filo che oscilla costantemente tra normativa e anarchia. Se “un po'” per il momento si può accettare solo con l’apostrofo e non con l’accento, “se lo sapevo non venivo” non è una frase sbagliata in un contesto quale una conversazione su Whatsapp. In Italia, però, sembra esserci una tendenziale mancanza di elasticità e

un’arroganza di fondo per cui non si mettono mai in discussione le proprie conoscenze. La lingua è di chi la parla, ma questo non autorizza il Topo Gigio di turno a sentirsi il nuovo Dante del terzo millennio e a scagliarsi senza cognizione di causa contro istituzioni, quali la Crusca, che forse di lingua ne sanno ancora qualcosina più dell’italiano medio.

Punteggiatura
Esercitandoci con la punteggiatura

2Con lo scrittore Giulio Mozzi ci specchiamo in un italiano da leggere tra le righe, che ci parla attraverso le capacità espressive della punteggiatura. Ci esercitiamo su un estratto dei Promessi Sposi del Manzoni, solo per veder crollare di fronte ai nostri occhi un mondo di certezze. Tutte le regole imparate alle elementari, a suon di scarabocchi rossi sul quaderno, vengono smentite senza pietà, in nome di un uso della punteggiatura non risolvibile con la letteralità, ma subordinato alla poetica del singolo autore.

 

Italiano lercio

Andrea Michielotto, una delle menti dietro al popolarissimo sito internet Lercio, ci spiega la nascita e l’evoluzione di questo progetto, in una serata esilarante che lo ha visto protagonista nei panni di un laureando, interrogato dalla terrificante professoressa Vera Gheno. In un susseguirsi incalzante di notizie, una più divertente dell’altra, Lercio ci svela il segreto del suo successo: un’eccellente competenza linguistica e una costante volontà di informarsi, un registro satirico sapientemente utilizzato, l’incapacità dell’italiano medio di verificare l’attendibilità di quanto è scritto in rete, preso dalla smania di commentare senza cognizione di causa sui social per darsi visibilità, e anche un pizzico di chiaroveggenza (alcune notizie apparse su Lercio si sono infatti profeticamente avverate in seguito).

Italiano digitale doppioverso traduzione

#idole
#idole

 

 

Con l’inarrestabile e dinamico duo delle doppioverso, Chiara Rizzo e Barbara Ronca, ci specchiamo nell’italiano della

comunicazione frenetica e continuamente in movimento del web e in particolare dei social media. L’italiano digitale, ci spiegano Chiara e Barbara, è una lingua che torna all’oralità e presenta quattro caratteristiche di fondo: immediatezza, illimitatezza, universalità ed economia. Tra memi (plurale di meme, approvato dalla Crusca #sapevatelo), hashtag, emoji e tweet, abbiamo appurato che il linguaggio dei social ha potenzialità infinite, condensa ed espande allo stesso tempo, semplifica e innova, influenza e trasforma le espressioni della nostra lingua. Dove andremo a finire? Difficile a dirsi. Nel dubbio, sono giapponese.

italiano doppiato pignataro

pignataro doppiaggese got

 

 

Leonardo Marcello Pignataro, aka il-genio-che-ha tradotto-per-l’adattamento-di-game-of-thrones, ci ha fatto riflettere sul cosiddetto “doppiaggese”, la lingua degli adattamenti televisivi e cinematografici. Quanti di noi non si sono lamentati almeno una volta, guardando film doppiati, del linguaggio un po’ artificiale, poco credibile parlato dai personaggi? Molti. Sicuramente il doppiaggese non è una lingua armoniosa, ma Leonardo ci ha spiegato che a volte, per via di fattori quali la mimica del personaggio o l’inquadratura, il traduttore e l’adattatore non hanno scelta, devono ricorrere a soluzioni meno “belle” per adeguarsi a ciò che appare sullo schermo. Come in tutte le cose, in realtà, non è l’uso del doppiaggese in sé per sé che va condannato, quanto il suo abuso.

italiano pazzesco mastrantonio

Essere piuttosto che non essere: questo è il problema!
Essere piuttosto che non essere: questo è il problema!

 

 

Con

Luca Mastrantonio, giornalista e scrittore, riflettiamo su un italiano pazzesco ma anche un po’ orwelliano. Iniziamo infatti parlando di una lingua che controlla il presente, una neolingua alla 1984, veicolatrice di un bipensiero ambiguo, di parole usate a sproposito per definire tutto e il contrario di tutto, per poi passare a una serie di definizioni esilaranti da dizionario che vanno a stigmatizzare, con ironia, delle tendenze della nostra lingua a fondere parole (apericena), a ricorrere ad anglicismi (lovvare), ad amplificare una realtà che, in un’epoca in cui tutto deve fare notizia e deve diffondersi su larga scala, nella sua dimensione normale non sembra essere abbastanza.

 

italiano in evoluzione

Quanti errori riuscite a trovare in questa slide?
Quanti errori riuscite a trovare in questa slide?

 

L’incontro finale del ciclo, presentato dallo scrittore Andrea De Benedetti, si apre con una slide farcita di quelli che avremmo chiamato fino a poco tempo fa “errori grammaticali” ma che forse ora faremmo meglio a definire “ambiguità grammaticali”. Andrea ci conduce in un excursus attraverso la lingua italiana, dal purismo del 1500 alla Googlocrazia dei giorni nostri, sottoponendo alla nostra attenzione liste di errori che non lo sono più, errori su cui discutere, errori che smetteranno di esserlo. In fondo, la lingua nasce e si evolve dall’errore, se no saremmo ancora qui a parlare latino (e poi come lo spieghi in latino cos’è Google?).

Insomma, Italiano Corretto è stato un viaggio attraverso lo specchio, alla scoperta delle tendenze, sfaccettature, contraddizioni e potenzialità della nostra lingua, nonché un’occasione per riflettere sulla sua evoluzione, sul nostro modo di utilizzarla e sull’atteggiamento con cui ci poniamo di fronte a essa.

Infine, Italiano Corretto mi ha dato modo di ricomporre i frammenti del mio personalissimo specchio. Poter parlare di questioni linguistiche senza essere tacciata di nerdità/nerdismo (Signora Crusca, mi accetta il neologismo?), vedere gente inorridire, come faccio io, di fronte agli accenti usati in modo errato, insomma vedere la me un pochino grammarnazi e lingua-nerd riflessa negli altri partecipanti mi ha dato un sollievo e un senso di appartenenza che fanno bene al cuore. Per descrivere l’epicità, la simpatia e la stima profonda che nutro per tutte le persone che ho conosciuto servirebbe un articolo a parte, spero che per adesso basti il mio grazie.

Per gli iperscettici ancora non convinti, ho solo tre parole: biscotti, libri e una location che il mondo ci invidia. Se non c’eravate, #siateci l’anno prossimo!

Pisa

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3 thoughts on “Italiano Corretto attraverso lo specchio

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