Di inceppamenti e tanti nuovi chilometri da macinare…

Quando lavori come freelance, non hai scuse. La qualità del tuo lavoro, la tua produttività, la tua capacità di trovare, mantenere e soddisfare i tuoi clienti, tutti i sì e tutti i no che dici, sono una tua responsabilità e ricadono su di te. Successi e fallimenti dipendono dalla tua determinazione, dalla tua voglia di andare avanti per la tua strada, dalla tua capacità di esprimere quanto vali. Questo clima di sfida continua è molto stimolante, ma, nella mia esperienza, a volte anche opprimente, come se la strada che ho intrapreso d’un tratto sembrasse molto più grande di me e al di sopra delle mie capacità. È un’angoscia che mi attanaglia più spesso di quanto mi piace ammettere: quando i miei sforzi per posizionarmi in una fascia di mercato leggermente diversa non danno alcun risultato, quando non sono all’altezza delle mie aspettative, quando non riesco a far capire alle persone il valore del mio lavoro e del mio tempo, quando il percorso che ho immaginato per me stessa, nella vita lavorativa e non, prende una piega diversa e mi ritrovo confusa nel bel mezzo del nulla.

Insomma, quando mi sento una Donna C[hi]osciotta che combatte contro le pale eoliche, quando devo “disincepparmi” da una situazione di stasi, io ho un bisogno impellente e non sempre razionale di un cambio di prospettiva, di nuova ispirazione, di una ricarica del filtro incanto con cui vedo le cose. Il modo più efficace per farlo? Per me, viaggiare. Continuare a guardare il mondo con meraviglia è una delle promesse che ho fatto a me stessa e uno dei punti cardinali della persona che voglio essere. Ho deciso quindi di partire per una (mini) avventura, alla ricerca di nuovi scenari, nuovi modi di vivere, nuova magia, per raccogliere storie, immagini, parole e ricordi.

Il mio viaggio, in solitaria, durerà 35 giorni e mi porterà da una costa all’altra del Canada, per un totale di circa 10.000 km attraverso 8 province, via aereo, pullman, treno, autobus, traghetto, macchina e bicicletta. Dalle isole di Haida Gwaii, dimora dell’affascinante popolazione Haida, alle montagne del Jasper National Park, alla cosmopolita Toronto, alla potenza delle cascate del Niagara, alla maestosa capitale Ottawa, all’atmosfera europea di Montréal e Québec, alle viste bucoliche della penisola della Gaspésie, fino ad Halifax, città poliedrica conosciuta anche per essere il luogo dove hanno sepolto Jack dopo che la simpatica Rose l’ha lasciato annegare nell’oceano gelato [aka dove hanno sepolto le vittime del Titanic].

 

Viaggerò da sola, principalmente perché sono una viaggiatrice hard-core da camerate in ostello e ritmi serratissimi, ma, alla luce degli eventi recenti, anche per dimostrare che noi donne siamo capacissime di cavarcela da sole e abbiamo il diritto di scegliere dove, come e con chi viaggiare.

Continuerò a lavorare on the road e cercherò di raccogliere quanto più materiale possibile da condividere qui sul blog:

  • Una nuova rubrica, “Sulle orme di…”, in cui parlerò di scrittrici e scrittori canadesi meno conosciuti all’estero, visitando per quanto possibile i luoghi che ne hanno ispirato le opere;
  • Una panoramica, a fine viaggio, di una campagna di marketing offline che sto preparando per ogni città in cui passerò;
  • Qualche curiosità su lingue e culture canadesi in via d’estinzione, con un focus particolare sulla popolazione Haida.

Se vuoi seguire le mie peregrinazioni nei prossimi 35 giorni, puoi:

  • Seguirmi su Instagram [@ikigaitranslations], per foto e aggiornamenti (spero) quotidiani
  • Seguire la mia pagina Facebook [@ikigaitranslationstudio], dove cercherò di postare un aggiornamento ogni giorno
  • Seguire il blog per i post di cui sopra (il cui calendario editoriale è ancora incerto per ovvi motivi) e chissà, magari anche qualche riflessione disordinata a mo’ di diario di viaggio. Se ci sono cose particolari che ti incuriosiscono su cui ti piacerebbe scrivessi qualcosa, fammi sapere nei commenti! 🙂

Che l’avventura abbia inizio!

 

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8 thoughts on “Di inceppamenti e tanti nuovi chilometri da macinare…

  1. Federica, ti ammiro per il coraggio di non farti condizionare e perseguire il tuo intento di viaggiare da sola. Il giro che hai deciso è fantastico! Da mamma, ti dico take care! sei una ragazza tosta e determinata, e queste qualità non sono comuni. Ti seguirò qui e su FB. Ciao! Pina

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  2. Seguiró la tua piccola grande avventura con trepidazione e un po’ di interesse personale, visto che sto organizzando lo stesso viaggio per giugno (ma da est a ovest).
    Se quando arrivi a Montreal hai voglia di interrompere brevemente l’aspetto “in solitaria” o ti serve una guida, sai a chi scrivere!

    La traduttrice in erba 😉

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