4 parole giapponesi per 4 buoni propositi di fine anno

Con l’approssimarsi della fine dell’anno, è tempo di chiudere la parentesi sulla lingua giapponese (almeno provvisoriamente). Lo so, avevo promesso cinque tra le mie parole preferite, ma, visto che è tempo di bilanci e nuovi obiettivi, ho colto l’occasione per trasformare il post in 4 parole per 4 buoni propositi.

Uno degli aspetti più affascinanti della lingua giapponese è proprio la sua capacità di racchiudere in due o tre caratteri una miriade di concetti astratti che parlano direttamente alla nostra sfera emotiva, quasi bypassando il linguaggio. Le parole di oggi hanno in comune proprio questa caratteristica (a mio modesto parere). Cominciamo.

  1. Dai una possibilità alle cose nuove, nel mistero si può nascondere qualcosa di meraviglioso.

不思議 [fushigi]. Fushigi è sempre stata per me una parola marcatamente evocativa. Può essere usata come nome, come aggettivo (seguito dal suffisso -na) o come avverbio (con il suffisso -ni) e significa misterioso, strano, inspiegabile, enigmatico, curioso, insolito, ma anche straordinario, meraviglioso, miracoloso. Un fushigi-na hito è quindi una persona misteriosa, enigmatica; mentre un fushigi-na gensho è un fenomeno strano, inspiegabile; sekai no nana fushigi sono le sette meraviglie del mondo e fushigi no kuni no Arisu è Alice nel paese delle meraviglie. Il fatto che il concetto di mistero, di qualcosa fuori dagli schemi  e di meraviglia siano espressi con la stessa parola è, secondo la mia percezione, un incentivo a coltivare la curiosità, perché, in fondo, per trasformare un mistero in un paese delle meraviglie basta il coraggio di scendere nella tana del bianconiglio.

  1. Fai del tuo meglio. Non darti per vinta, qualsiasi siano le circostanze.

頑張る [ganbaru] È un verbo che significa fare del proprio meglio, tenere duro, insistere ed è usatissimo nelle forme “Ganbare!/Ganbatte!” (Forza! Tieni duro!), “Ganbarou/Ganbarimashou” (facciamo del nostro meglio!), “Ganbaru/Ganbarimasu (farò del mio meglio). Dietro il semplice ganbaru si nasconde tuttavia qualcosa di molto più profondo: è un mantra, un valore portante della società, uno stile di vita. In 3 sillabe sono racchiuse la resilienza, l’efficienza, lo spirito di collaborazione e di sacrificio che permettono ancora oggi al Giappone di rialzarsi dopo terremoti, di ricostruire strade in tempi record, ma che lo rendono anche il paese con uno dei tassi di mortalità più alti a causa dello sfinimento da troppo lavoro o con pochissimi giorni di ferie pagate. Un concetto controverso, insomma, ma che parte da buone intenzioni. Ganbatte a tutti, quindi, ma con moderazione.

  1. Non perdere fiducia negli esseri umani.

性善説 [seizensetsu] Lo so, dopo tutti gli avvenimenti del 2016 è difficile credere che ci sia del buono intrinseco nella natura umana. Eppure seizensetsu significa proprio questo, è la convinzione secondo cui la natura umana di base è essenzialmente buona, il famoso “c’è del buono in ognuno di noi”. Qualcuno sostiene che questa sia la causa alla base della smisurata buona fede dei giapponesi, che lasciano tranquillamente in giro borse con telefoni e portafogli dentro, ma potrebbe trattarsi più semplicemente del fatto che la gente è più onesta che in Occidente. [Parentesi di vita vera: Una volta sono riuscita a dimenticare la mia borsa con dentro tutto l’indispensabile per sopravvivere legalmente, tipo passaporto e portafoglio, appoggiata al muro in una stradina di Kyoto piena di gente nel bel mezzo di un festival tradizionale. Quando me ne sono accorta 10 minuti dopo e sono corsa a cercarla in preda al panico, era ancora lì indisturbata. Proprio come in Italia.]

  1. Trova dentro di te la ragione per cui ti svegli la mattina e vivi la vita appieno per onorarla. Quando ti senti persa, ricordati cosa motiva le tue azioni e persegui i tuoi obiettivi con passione.

生き甲斐 [Ikigai] Sul concetto di ikigai c’è un famoso Ted Talk e tanti post sul grande world wide web. Significa “la ragione che ti motiva ad alzarti al mattino”, è la tua vocazione e la tua missione, è ciò che rende la tua vita degna di essere vissuta, a livello personale, lavorativo, familiare, spirituale, ecc. È un concetto semplice e profondo allo stesso tempo, con un tocco di poesia. Non a caso la scelta del mio brand name è ricaduta su Ikigai Translations: non tutti hanno la fortuna di poter fare della propria passione un lavoro e questo nome vuole essere una dichiarazione di intenti e un promemoria che mi ricorda quanto sono fortunata (tranne quando devo stare sveglia di notte per rispettare le consegne delle 6 di mattina).

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4 parole per 4 buoni propositi, per un 2017 all’insegna della curiosità, dell’impegno, della fiducia nell’umanità e della scoperta della tua ragione d’essere. Grazie per avermi seguito fin qui, spero che questi post a tema nipponico ti siano piaciuti! Se hai qualche altra curiosità o consiglio, commenta qui sotto, mi raccomando!

Ti auguro delle feste sfavillanti, ci risentiamo i primi di gennaio per festeggiare un anno di Words in Wonderland 🙂

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Tantissimi auguri di buone feste dalla sottoscritta, da Barney, dal pandoro tarocco e dalla bottiglia di Baileys (vera, grazie al cielo, e in pole position per le prossime cioccolate calde)
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5 thoughts on “4 parole giapponesi per 4 buoni propositi di fine anno

  1. grazie per questo bellissimo post, è davvero molto interessante…il giapponese è la prossima lingua che imparerò 🙂 anche se il solo pensiero di ricordare a memoria gli ideogrammi mi spaventa

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