5 parole giapponesi curiose e affascinanti

Chiusa la parentesi sugli argomenti mattone, torniamo a parlare di lingua giapponese in toni più leggeri e casual, trattando parole curiose di difficile traduzione o dall’etimologia stravagante. Ho selezionato per te 5 parole + 1 espressione idiomatica, da tenere nel cassetto della memoria dove riponi aneddoti o pillole di conoscenza enciclopedica da sfoggiare con aria di superiorità alla Puffo Quattrocchi davanti a parenti e amici, allo scopo di sviare la conversazione da un argomento spinoso/riempire un silenzio imbarazzato/confondere il nemico. Prendi appunti! 😉

猫舌 [Nekojita]. È una delle mie parole preferite. Significa letteralmente lingua di gatto [neko = gatto + shita = lingua], ma non ha nulla a che fare né con i biscotti né con la lingua fisica del gatto. Si usa, infatti, per indicare una persona che non riesce a bere bevande o mangiare cibi troppo caldi, ad esempio il tè o la minestra o il ramen bollente.

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親子丼 [Oyakodon]. L’oyakodon è un piatto tipico della cucina giapponese, che consiste in una ciotola di riso a cui vengono aggiunti pollo, uova sbattute e altri ingredienti come la cipolla verde fatti bollire in brodo dashi e mix di salsa di soia e mirin. È finito in questa lista per via del suo nome velatamente macabro, oyakodon è composto infatti dalle parole oya (genitore, nel nostro caso il pollo) + ko (figlio, qui le uova) + don (piatto a base di riso), in riferimento ai suoi ingredienti principali. Se ti va di metterti ai fornelli e provare l’esperienza mistica di mangiare una ciotola di riso contenente mamma gallina e la sua prole finita in padella prima di vedere la luce del giorno, qui trovi una ricetta.

魔法瓶 [Mahoubin]. Mahoubin letteralmente significa bottiglia magica/stregata, da maho = magia, stregoneria, incantesimo + bin = bottiglia. Che strumento magico sarà mai questa famigerata bottiglia, ti chiederai? Ebbene, si tratta nientepopodimeno che… di un comunissimo thermos, per via della sua abilità magica di tenere caldo/fresco il suo contenuto. Siamo tutti un po’ maghi e streghe insomma!

肉食系vs.草食系 [Nikushokukei vs. soushokukei]. Sono due termini che quand’ero una studentella ingenua mi colpirono molto. La spiegazione che trovi sotto è puramente linguistica e piuttosto semplicistica, non vuole infatti entrare nel merito di tutto il bagaglio sociale e storico-culturale che vi si cela dietro. Nikushokukei significa “carnivoro”, in contrapposizione a soushokukei “erbivoro”. La dieta degli animali però c’entra poco, i due termini vengono utilizzati infatti come attributi di uomini e donne.

  • Uomo carnivoro: è l’uomo “maschio”, alla Gaston della Bella e la Bestia, che tenta di circuire le donne con tutti i mezzi a sua disposizione, intraprendente, spavaldo, l’uomo tutto muscoli che ingolla uova crude come se non ci fosse un domani.
  • Donna carnivora: è la donna “predatrice”, che prende l’iniziativa nelle relazioni con gli uomini, indipendente e  quindi pericolosa.
  • Uomo erbivoro: è l’uomo timido, nerd, un pochino sfigatello che preferisce i videogiochi alle ragazze o che ha paura di farsi avanti, è l’uomo gentile, che valorizza la donna e la famiglia.
  • L’abbinamento Donna + erbivora non esiste, per il semplice fatto che per sua natura la donna dovrebbe già essere erbivora, ossia remissiva, condiscendente, dipendente emotivamente ed economicamente dall’uomo, votata alla famiglia.

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Dulcis in fondo, andiamo a chiudere il cerchio con un’altra espressione che scomoda i gatti e sembra fatta apposta per i traduttori (gattari per eccellenza, siano essi in carne e ossa o software digitali).
猫の手にも借りたい [Neko no te ni mo karitai], significa letteralmente “vorrei prendere in prestito persino le zampe del gatto” e indica la condizione di panico mista a isteria di quando si è sommersi di lavoro e di cose da fare tanto da non saper più dove sbattere la testa. Suona familiare? 😀

La prossima settimana concludiamo la serie con 5 tra le mie parole giapponesi preferite di tutti i tempi. Ti ringrazio per aver trovato il tempo di leggere questo post, ora torna pure a prendere in prestito le zampe del gatto per non mancare la prossima consegna 😉

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