10 cose da sapere per una relazione duratura con un traduttore freelance

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Credits image: JD Hancock

Rosso, cuori e cioccolatini ovunque. Bacheche intasate in egual misura da foto e dichiarazioni d’amore da diabete e da messaggi acidi sul consumismo estremo che circonda questa festa, su quanto sia inutile e quanto si stia meglio soli che male accompagnati. Ebbene sì, è arrivato QUEL periodo dell’anno: la settimana di San Valentino. Sarà che il cioccolato non mi piace, ma la festa di San Valentino mi lascia discretamente indifferente (oddio, essere portata fuori a cena non mi dispiacerebbe, ma per schiodare l’altra metà della mia mela dal comfort della sua tana bisogna inviare una domanda in carta bollata con almeno 15 giorni d’anticipo, quindi io, come diceva Dante, ormai lascio proprio ogni speranza e ordino sushi da asporto).

Tuttavia, in nome dell’Amore, di qualsiasi forma, colore, sesso e religione, ho deciso di confezionare un breve manuale di istruzioni per l’uso per chiunque si trovi ad avere a che fare nel quotidiano con un traduttore freelance.

  1. Orario flessibile sì, ma con moderazione. Sicuramente la gestione autonoma del proprio tempo è uno dei maggiori vantaggi della professione di traduttore freelance, tuttavia anche noi dobbiamo lavorare un tot di ore se vogliamo portare a casa la pagnotta. Se un parente sta male, c’è una riunione di condominio o il gatto è stato investito da una macchina, ovviamente siamo disponibilissimi a provvedere. Se però, nel bel mezzo della giornata, pretendete che arriviamo fino al Mulino Bianco di Banderas perché nella vostra carbonara per cena volete le uova fresche di Rosita, oppure ci chiedete di intrattenere la sorella della cugina della vostra bis-prozia materna che “passava giusto di lì e voleva salutare”, c’è decisamente qualcosa che non va.

2. Ferie flessibili e (potenzialmente) illimitate. Aspetto positivo del punto di cui sopra, invece che fare i salti mortali per coordinare le ferie e riuscire a fare una vacanza insieme, siamo in grado di prenderci giorni o settimane di vacanza quando ci è più congeniale. Niente litigi e vacanze in relax: più comodo di così?!

3. In prossimità di una scadenza siamo off-limits. Se quando tornate a casa, invece che trovare il/la vostro/a partner, ad accogliervi c’è uno yeti infagottato in un maglione sformato di cinque taglie più grosso, con i pantaloni della tuta infilati nei calzini e dei capelli da far invidia alla criniera del Re Leone e la casa è in uno stato di degrado avanzato, è segno che c’è una scadenza imminente. In tal caso, fate ricorso a tutta la gentilezza e la pazienza di cui siete capaci, preparatevi ad essere trattati con la stessa importanza di un comodino e a dormire da soli mentre il rumore lieve del nostro digitare sulla tastiera alle 2 di notte culla dolcemente i vostri sogni (o incubi).

4. Vi giudichiamo per i vostri errori di grammatica. Sapevatelo. Fate attenzione ai vari congiuntivi, accenti e altri errori/orrori grammaticali. La maggior parte di noi rientra nella categoria “grammar nazi” e, per quanto ci sforziamo di non farvelo notare… alla fine ve lo faremo notare lo stesso. Scegliere un partner di madrelingua diversa dalla vostra può, in questo caso, rivelarsi provvidenziale ai fini della convivenza pacifica.

5. Gli sbalzi di umore sono all’ordine del giorno. Il grado di autostima e l’umore del traduttore freelance sono direttamente proporzionali alla mole di lavoro e al numero di clienti (paganti) soddisfatti. Al termine di un grosso progetto andato a buon fine, ci sentiremo i Paperon de’ Paperoni del nuovo millennio, pronti a comprare un jet privato e partire per un viaggio improvvisato verso l’infinito e oltre, “perché tanto siamo ricchi”. In periodi più tranquilli, di solito dopo 24 ore senza progetti all’orizzonte, saremo presi improvvisamente da attacchi di panico e, con vivide scene apocalittiche nella nostra mente in cui immaginiamo noi stessi come piccoli fiammiferai per strada a mendicare, ci troverete pronti a vendere casa, macchina e beni personali e a lamentarci della nostra vita grama.

rich poor translator
Credits to: Ayleen Gaspar & Katrina Passick Lumsden

6. Probabilmente siamo in grado di insultarvi (o perché no, dirvi cose dolci) in una lingua che non conoscete. Io, ad esempio, litigo meglio in italiano ed esercito il mio potere sull’altra metà della mela di cui sopra parlandogli in italiano, così lui non capisce. Se invece devo dire cose carine, lo faccio in inglese, perché, visto che non sono brava con le smancerie, utilizzare una lingua diversa dalla mia attenua la “carineria” del messaggio alle mie orecchie ma non alle sue: così siamo tutti contenti (non diteglielo però).

7. Guardare serie TV/film doppiati non è un’opzione: rigorosamente lingua originale o al massimo lingua originale con i sottotitoli (che ci divertiremo amabilmente a criticare qua e là per ravvivare l’atmosfera).

8. Scegliere regali da farci è una passeggiata: con un libro o un corso online andate sempre sul sicuro. E anche con agende, cancelleria, biglietti aerei per andare a conferenze, giratempo e potrei continuare…

9. MAI MAI MAI dirci che Google Translate ci soppianterà. Avete firmato la vostra condanna, nient’altro da aggiungere.

10. Siamo persone curiose e creative, abbiamo sempre un aneddoto linguistico da raccontare e ogni giorno passato con noi è una nuova avventura. Come si fa a non volerci bene? 🙂

Love in translation
Image credit: cc flickr @Nithi Anand

Se vi vengono in mente altri punti da aggiungere, commentate qui sotto! Tutte le testimonianze saranno raccolte per San Valentino 2017 😉

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3 thoughts on “10 cose da sapere per una relazione duratura con un traduttore freelance

    1. Ahah grazie per il commento Mai! 🙂 So di non essere obiettiva, ma per la maggior parte sono punti a nostro favore secondo me. Chi non ci comprende non ci merita 😀

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