In punta di piedi dalla porta sul retro: anno nuovo, blog nuovo e 8+5 buoni propositi

new year's res collage
Credits foto sinistra: cc flickr @Miguel Angel Pintanel Bassets/ foto destra: scattate da me

 

Scrivere liste mi piace tantissimo. Fare una spunta vicino a ogni punto della lista portato effettivamente a compimento è una di quelle piccole gioie della vita, di quelle segrete soddisfazioni che ti fanno sentire un pochino orgogliosa di te stessa, almeno fino alla compilazione della lista successiva, con nuove ansie annesse. Ho liste cartacee (quelle che preferisco), note colorate sul mio smartphone, sticky notes di tutti i colori sul monitor del pc e cloud sticky notes, per quelle che proprio non voglio perdere in caso di morte improvvisa del suddetto. Nonostante questa sorta di feticismo per le liste, di solito non ne scrivo una con le risoluzioni per l’anno nuovo, forse per paura di non riuscire a spuntarla  tutta e sentirmi in colpa. Tuttavia, vista la mia necessità ossessivo-compulsiva di scrivere cose, alla fine dell’anno tendo a fermarmi un attimo e prendermi qualche ora per guardare in retrospettiva a ciò che ho effettivamente combinato in quei 365 giorni, le sfide, i successi, gli errori, le difficoltà, cosa avrei potuto fare meglio, cosa avrei potuto non fare, come migliorare. Il tutto finisce nel mio diario cartaceo, che ormai viene rispolverato sì e no due volte l’anno, contiene entrate del lontano 2008 ed è scritto in un mix di lingue a caso (quello nella foto per capirci e sì, sono affetta da una grave forma di horror vacui in stadio irreversibile).

Il 2015 è stato un anno diverso. È stato un anno di decisioni importanti: ho deciso di investire in un futuro in Canada e di tentare la carriera di traduttrice freelance, con tutti i dubbi, le ansie, le difficoltà, ma anche l’entusiasmo che ciò comporta. Il 2015 è stato un anno all’insegna dello sviluppo personale in cui ho imparato tantissimo sul settore della traduzione e le sue pratiche, sul valore della cooperazione rispetto alla competizione, su quanto sia importante non darsi per vinti e continuare per la propria strada con determinazione, e il tutto grazie a una comunità straordinaria di colleghi. Senza le loro storie, forse non avrei avuto il coraggio di entrare così, in punta di piedi, dalla porta sul retro nel mondo del blogging e della traduzione freelance in generale. Quest’anno quindi ho deciso di rompere la tradizione e di condividere le mie risoluzioni professionali (e non) per l’anno nuovo, eccole qua:

#1 creare il mio brand: scegliere un nome e un’identità per il mio business (o espandere Words in Wonderland), lavorare con dei professionisti alla creazione del mio sito internet, logo, annessi e connessi;

#2 continuare a specializzarmi il più possibile;

#3 fare networking: andare a conferenze ed eventi per traduttori, essere più attiva all’interno della comunità, conoscere dal vivo alcuni traduttori/traduttrici che sono una continua fonte d’ispirazione per me e che considero miei mentori (a loro insaputa);

#4 rafforzare la mia presenza online portando avanti questo blog con regolarità;

#5 continuare a perfezionare le mie capacità linguistiche nelle mie lingue di partenza (soprattutto il giapponese, che richiede continuo apprendimento e dedizione come nessun’altra cosa che abbia mai studiato) e possibilmente aggiungere anche qualche lingua nuova (obiettivo non realistico per il nuovo anno, ma coreano e finlandese sono già da tempo in cima alla lista);

#6 leggere di più in italiano;

#7 gestire il mio tempo in modo più efficiente, eufemismo per dire che sarebbe ora di smettere di giocare su facebook o contemplare la pioggia fuori dalla finestra con sguardo assente invece di lavorare;

#8 iniziare a credere di più in me stessa e nelle mie capacità di traduttrice professionista: traduco ormai per agenzie da più di due anni, ho il background accademico ed esperienza in-house e non, tuttavia a volte mi sento sopraffatta dalla marea di cose che ancora non so e da quanto più esperti di me siano il 99% dei miei colleghi. Voglio lavorare quest’anno su me stessa per far sparire questa sorta di complesso d’inferiorità che rode la mia autostima, perché mi rendo conto di non poter pretendere che gli altri valorizzino il mio lavoro se non lo faccio io per prima.

 

buoni propositi - note

[Per quanto riguarda i miei buoni propositi personali, che metto tra parentesi quadre in modo tale che i miei lettori interessati strettamente al business siano liberi di saltare il paragrafo a pié pari, nel 2016 spero di:

#1 ridurre il caos che mi circonda costantemente (tazze e pezzi di carta volanti in particolare);
#2 veder spuntare quel paio di scacchetti striminziti di addominali su cui sto lavorando da mesi e che sono ancora missing in action;
#3 essere più socievole e meno scorbutica;
#4 se possibile vincere alla lotteria,
#5 essere felice!]

A quanto pare dovrò darmi da fare, si preannuncia un 2016 intenso!

Se vi sentite così coraggiosi da condividere i vostri buoni propositi, c’è un invitante e simpatico spazio per i commenti qui sotto che aspetta solo voi 🙂

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